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LA COMUNICAZIONE FACILITATA

LA COMUNICAZIONE FACILITATA

(di Lucio Cottini Lucio Cottini, Università di Udine)

In uno specifico lavoro (Cottini, 2002c) ho analizzato il dibattito relativo alla validità del sistema di comunicazione che va sotto il nome di Comunicazione Facilitata. Senza riprendere le posizioni già analizzate, vanno sottolineate alcune esperienze che documentano in maniera attendibile come molti soggetti abbiano travato un notevole giovamento dalla pratica del metodo, sia per quello che riguarda l'aumento delle capacità comunicative che il livello di integrazione sociale. Quindi, per bambini incapaci di esprimersi verbalmente e con deficit di controllo motorio, i quali dimostrino di conoscere il linguaggio scritto (o comunque di poterlo apprendere), può essere sicuramente proposto anche a livello scolastico l'utilizzo di facilitazioni comunicative attraverso vari strumenti (tastiere in carta con disegni lettere o parole, macchine da scrivere o supporti informatici).

Gli insegnanti, una volta familiarizzati con la pratica della facilitazione, possono consentire quell'alternarsi di figure di facilitatore che si ritiene essere uno degli accorgimenti principali per il raggiungimento dell'autonomia da parte dell'allievo.

È necessario raccomandare, però, un approccio che sia nello stesso tempo aperto e critico, che porti gli educatori ad individuare nella Comunicazione Facilitata un ulteriore strumento didattico utilizzabile con qualche allievo e non certo una terapia elettiva applicabile con tutti.

http://www.2001agsoc.it/…/Autismo__e_integrazione__Cottini_…

Data: 
26/02/2018 - 18:53
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